la giuria 2019

Copia di Paola Piacenza_© Nicola De Rosa

Paola Piacenza

Giornalista dal 1990, attualmente nello staff del settimanale del Corriere della Sera,Io donna, scrive di cinema, cultura ed es- teri. È stata curatrice, dal 2011 al 2015, del- la sezione Colpe di Stato del Milano FilmFestival. Dal 2005 cura la rubrica di criticadi cinema per la trasmissione Piazza Verdi di Rai Radio3. I suoi documentari The Land of Jerry Cans (2009), In nessuna lingua delmondo (2011), il film collettivo Milano 55,1:Cronaca di una settimana di passioni e Inuno stato libero sono stati presentati in con- corso in numerosi festival vincendo svariati premi. Ombre dal Fondo (2016), protago-nista l’inviato di guerra Domenico Quirico, è stato il film di chiusura delle Giornate de-gli Autori veneziane, ed è stato proiettato aFilmmaker, Astradoc di Napoli e trasmesso da RaiStoria.

Paola has worked as a journalist since 1990 and cur-rently holds a post at the Corriere della Sera with the newspaper’s weekly magazine Io Donna where shecovers film, culture and foreign interest items. She was editor of the programme entry Colpe di Stato as part of the Milan Film Festival between 2011 and 2015. Paola is also in charge of the cinema review section of RAI Radio programme, Piazza Verdi since 2005. She has directedand produced various documentaries among which TheLand of Jerry Cans (2009), In nessuna lingua del mon- do (2011), the collaborative film Milano 55,1: Cronaca di una settimana di passioni and In uno stato libero; these productions have been screened and awarded at variousfilm festivals over the years. Ombre dal Fondo (2016), which had as its protagonist the war correspondent Do-menico Quirico was the concluding film of the Venice Film Festival’s cutting edge fringe event ‘Giornate degli Autori;’ this production has screened at both the ‘Film-maker’ festival and at Naple’s ‘Astradoc’ festival and has aired on the national TV station RaiStoria.

Talkeetna 06-2007

MIchael Pause

Nato nel 1952 a Monaco (Germania), ha in- iziato ad arrampicare da bambino, essendoil figlio di un noto autore di libri sull’alpinismo. Nel 1978, dopo aver completato la German School of Jounalism e gli studi di scienzapolitiche e storia, ha iniziato a lavorare per la radiotelevisione pubblica Bavarese e da allora ha prodotto, diretto e presentato più di150 film per un programma dedicato all’alpinismo. Ha anche scritto numerose guide turistiche di montagna ed è stato editoria- lista per la sezione dedicata alle Alpi della rivista Berge. Fin dall’esordio nel 2003 è ildirettore artistico del Tegernsee Internatio- nal Mountain Film Festival, festival aderenteall’International Alliance for Mountain Film. La sua passione per l’alpinismo non lo hamai abbandonato, anche se come scalatore preferisce le forme più classiche di questosport. L’amore per le montagne lo ha portato a girare le Alpi, il Nepal, l’Africa Orientale, laPatagonia, la Russia e il Nord America.

Born in 1952 in Munich, Michael was already familiar with climbing as the son of a well-known author of moun-taineering books. In 1978 having graduated from the German School of Journalism with a degree in political science and history, he began his career working in Ba- varian public radio and TV; since then he has presented,produced or directed over 150 films on a long-running TV programme dedicated to climbing. Michael has writ-ten numerous mountain guides and he has worked as columnist for Alpine matters with the magazine Berge. He has acted as artistic director for the Tegernsee Inter-national Mountain Film Festival since its 2003 debut – a festival which is a member of the International Alliance for Mountain Film. Michael’s passion for climbing has ne- ver abated although he prefers the more traditional formsof the sport. His love of mountains has driven his travels through the Alps, Nepal, West Africa, Patagonia, Russia and North America.

Copia di FULVIO MARIANI 2

Fulvio Mariani

Fulvio Mariani è nato a La Chaux-de-Fonds nel 1958. Con la sua casa di produzioneIceberg-Film, specializzata in documentarid’avventura, ha collaborato negli anni con il gotha dell’alpinismo e dell’arrampicata: daReinhold Messner a Walter Bonatti passan-do per Hans Kammerlender e Stefan Glo-wacz. Mariani è stato testimone della storia dell‘alpinismo. Le sue pellicole hanno cat-turato, con inquadrature mozzafiato, le piùgrandi imprese alpinistiche ed esplorative degli ultimi decenni. Fra queste, Cumbre(1985), con la prima ascensione in solitaria del Cerro Torre di Marco Pedrini, Un puntonel nulla in cui raggiunge con Carlo Bon- davalli il Polo Nord Magnetico con gli sci,Il grido di pietra di Werner Herzog ispiratoalla storia di Cesare Maestri e Toni Egger,Discesa al successo con Hans Kammerlan-der che tenta la discesa con gli sci dall‘Ever- est, Il gesto e la pietra con Patrick Berhault e L’anno nero del Serpente girato sulla Sud del Lhotse quando scomparve il polaccoJerzy Kukuczka. Nel 2004 ha vinto il Grand Prix dell’International Alliance for MountainFilm, riconoscimento che celebra chi attra- verso il proprio talento ha cambiato il mondo del cinema di montagna..

Fulvio Mariani was born in La Chaux-de-Fonds in 1958. His film production company Iceberg-Film specialises in sporting adventure documentaries and has worked withsome of the all-time greats of the mountaineering andclimbing world such as Reinhold Messner, Walter Bonat-ti, Hans Kammerlender e Stefan Glowacz. Mariani has witnessed the making of Alpine history first hand. His films have captured with some stunning close-ups, some of the greatest mountaineering feats of recent decades. Take for example Cumbre (1985) that followed the Marco Pedrinin’s first solo ascent of Cerro Torre or Un punto nel nulla, where Fulvio accompanies Carlo Bondavalli on skis to the centre of the North Pole. Who can forget his participation in Werner Herzog’s Il grido di pietra, a filminspired by the true story of Cesare Maestri and Toni Eg-ger or his film entitled Discesa al successo that tells thestory of Hans Kammerlander’s attempt to make a des-cent from Everest on skis or Il gesto e la pietra made withPatrick Berhault or L’anno nero del Serpente which took place on the South face of the Lhotse mountain peak during the sudden disappearance of the Polish climber Jerzy Kukuczka. In 2004 Fulvio was awarded the Inter-national Alliance for Mountain Film’s Grand Prix, in re- cognition of the great talent of those who have changedthe world of mountain cinema.

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