Queste le tre immagini con cui il Cervino CineMountain 2026, grazie al concept di Tullio Macioce, accoglie l’invito dell’UNESCO a celebrare l’Anno internazionale dei pascoli e dei pastori.

Immagini molteplici, non più una sola, per restituire la natura stessa della pastorizia, fatta di pluralità, continuo movimento, spostamento, transumanza, resilienza. Un patrimonio di biodiversità, sintesi di gesti antichi e moderne tecniche, di saperi e sapori unici che accomunano terre e popoli del mondo: in quel singolare collettivo che riunisce gli animali in greggi e mandrie, ma soprattutto in quella figura emblematica del pastore che di questo patrimonio si fa custode paziente e guida operosa, affermandosi come prezioso interprete di un modo di abitare la montagna, di viverla, di accudirla.

Con la ciclicità della transumanza, anche il CCM Festival si impegna, a ogni nuova edizione, a rendere omaggio alla montagna, a raccontarla attraverso una molteplicità di linguaggi, a restituirla come un caleidoscopio di visioni, a percepirla tramite pratiche sempre più eterogenee.